13. set, 2018

leader e co-leader

Ti sei mai chiesto chi è il leader nel mercato italiano della pasta e quali sono i co-leader?

 E chi domina il mercato dell’olio extravergine?

 E se la competizione nel comparto della maionese è alta o meno?

 E quali sono gli operatori principali nel vino da tavola in brick?

 E come è strutturato il settore degli yogurt in Italia?

 E quale tonno in scatola preferiscono gli italiani?

In questo articolo cerchiamo di dare una risposta a tutti questi quesiti, indicando i leader e i co-leader di settore. Vi accorgerete che per essere scelti non bisogna avere necessariamente la qualità migliore oppure il prezzo più basso.

Digitando la parola qualità su google ho trovato:

“ La qualità del prodotto è la capacità del prodotto di soddisfare le attese del consumatore.

 Il concetto di qualità è composto sia da elementi oggettivi (es. caratteristiche dei materiali) e sia da elementi soggettivi (es. percezione del consumatore).

Pur essendo entrambi importanti, l'elemento soggettivo è preponderante per la definizione di qualità del prodotto dal punto di vista economico/marketing. Ad esempio, un prodotto realizzato con materiali di scarsa qualità oggettiva può essere percepito di buona qualità da parte dei consumatori.

 Le ragioni possono essere molteplici: asimmetria informativa, forza della marca, pubblicità, ecc.

 La qualità del prodotto coinvolge la strategia marketing dell'impresa nella fase di progettazione, di produzione e di comunicazione del prodotto in ogni fase del ciclo del prodotto. 

 https://www.okpedia.it/qualita_prodotto

Quindi non necessariamente il prodotto di prima qualità è il prodotto che vince su tutti, vince quello che ha attuato la migliore strategia.

Iniziamo ad analizzare singolarmente alcuni prodotti di uso comune.

Pasta:

Il mercato italiano della pasta ha davvero una struttura unica.

L’Italia, infatti, si colloca al primo posto come produttore della materia prima, come export e come qualità del prodotto.

Il merito? In gran parte spetta al grano duro nostrano.

Leader del mercato nostrano è Barilla, multinazionale di Parma attiva dal 1877 nel settore alimentare (pasta, sughi pronti, farina e prodotti da forno). Il suo vantaggio competitivo è dovuto dalla capillarità della distribuzione. Con un fatturato pari a 3,382 miliardi di euro ed utili che ammontano a 241 milioni di euro, l’azienda si dimostra anno dopo anno in costante crescita.

Medaglia d’argento per De Cecco, azienda di Fara San Martino (Chieti). Il suo core business è rappresentato dalla produzione di paste alimentari secche. Tra i suoi prodotti ci sono l’olio extra vergine e i sughi derivati dal pomodoro. Il suo fatturato è pari a 436 milioni di euro e i suoi utili corrispondono a 50 milioni di euro.

Al terzo posto si colloca Voiello, azienda storica la cui fondazione risale al 1879. A seguito della cessazione della società, Barilla ne ha rilevato il marchio dal 1973, collocandone gli stabilimenti produttivi a Marcianise. Finisce fuori dal podio Garofalo.

Olio extravergine di oliva

Un prodotto particolarmente apprezzato dagli italiani. In media, per una bottiglia si spende sino a 6,2 euro. Il mercato nazionale risulta estremamente frammentato, dato che vi sono sul territorio più di 825.000 aziende olivicole.

Bertolli si conferma da anni come il marchio di olio d’oliva più venduto al mondo. L’azienda fondata a Lucca nel 1865, facente parte del gruppo spagnolo Deoleo S.A., è stata in grado di assicurare un’eccellente qualità di prodotto, trasferendo tutto il know how artigianale, patrimonio tipico della produzione olearia nazionale, a livello industriale. La sua quota di mercato è pari al 10,5% e il suo fatturato ammonta a 750 milioni di euro.

Anche Carapelli, azienda di Montevarchi appartenente allo stesso gruppo spagnolo di Bertolli, vanta un ruolo importante sul mercato dell’olio extravergine: 490 milioni di euro di fatturato e quota di mercato pari all’8,3%.

Altro competitor è Sasso, sempre facente parte di Doleo S.A. Fra i co-leader di settore vi sono Monini S.p.A. , azienda di Spoleto che vanta un fatturato di 151 milioni di euro.

Bene anche l’olio Pietro Coricelli, altra azienda di Spoleto, con fatturato pari a 131 milioni di euro.

Maionese

In Italia, i consumi delle salse ed in particolar modo della maionese non si sono mai arrestati. Venduta tendenzialmente nel Nord-Ovest piuttosto che in altre regioni, in genere il prodotto tira sul mercato.
A parte i colossi come Kraft Foods (18,22 miliardi di dollari di fatturato) e Unilever (62,62 miliardi di dollari di fatturato) che dominano in maniera incontrastata il mercato con prodotti di punta del calibro di Calvé e Kraft.

Formec Biffi S.p.A, storica azienda del lodigiano, vanta un ruolo di cruciale importanza nel settore. Oltre a varie versioni classiche, vi è anche quella vegetariana fatta senza glutine e senza uova. Il suo fatturato supera gli 87 milioni di euro (valore esteso anche ad altri prodotti alimentari). Il resto del mercato se lo contendono le private lebel.

Vino Brik

La concorrenza del settore in Italia non è eccessiva.

Questo fa sì che il mercato se lo contendano 2 operatori.

Medaglia d’oro per Caviro (tavernello)con quota di mercato attorno al 50% e fatturato di 304 milioni di euro.

Subito dopo viene Cevico (san crispino e ronco)10% di quota di mercato e 147 milioni di euro di fatturato.

Ruolo determinante, infine, spetta alle private lebel, molte delle quali prodotte proprio da Caviro e Cevico.

Yogurt

Il mercato nostrano risulta particolarmente concentrato, dato che le prime 3 aziende di settore ottengono quasi il 55% di quote di mercato. Tuttavia, una posizione rilevante la giocano anche gli operatori locali, come ad esempio le centrali del latte, che approfittando di tutta una serie di vantaggi logistici, riescono a produrre notevoli quantità in termini di consumi locali.

Danone S.p.A., Granarolo S.p.A. e Molkerei Alois Müller Gmbh hanno quote di mercato di poco superiori al 25%, 17% e 12%. I fatturati, naturalmente dovuti anche ad altri business alimentari, ammontano rispettivamente a 21 miliardi di euro, 1,27 miliardi di euro e 6 miliardi di euro.

Tonno in scatola

Un mercato senza crisi, quello italiano. Il giro d’affari corrisponde a 1,2 miliardi di euro. Rio Mare, appartenente al gruppo Bolton, si conferma leader di mercato. Il suo fatturato, dovuto naturalmente anche ad altri prodotti in ambito alimentare è pari ad 1,96 miliardi di euro.

Seguono Mare Blu, di proprietà di Thai Union Frozen Products, colosso ittico da quasi 3 miliardi di euro e 80 milioni di euro di utili.

Sul podio anche Nostromo, sempre di proprietà di Bolton Group. As do Mar e Calippo concludono la top 5.

Ribadisco dunque che“ La qualità del prodotto è la capacità del prodotto di soddisfare le attese del consumatore.

Tropeano Giuseppe

31. ago, 2018

Intro

Ci sono avvenimenti nella storia di una nazione che possono influenzare completamente lo stile di vita e di pensiero di un'intera popolazione, stiamo parlando degli anni 70 (tutto cominciò nel 1969 a piazza Fontana), gli anni di piombo.

Erano anni cupi, fatti di protesta e terrorismo dove ci si faceva giustizia da soli.

Nei primi anni 80 l'Italia aveva bisogno di spensieratezza, una nuova generazione si affacciava sulle strade del bel paese, a Milano prendeva corpo lo stile modaiolo fatto di passeggiate lungo i navigli ed aperitivi la sera.

La nascita dei Burghy

Il mito americano era nella testa dei giovani e Steve Mcqeen dominava la scena come simbolo americano da trent'anni.

L'intuizione nacque da qui, dai fast-food americani, dai giovani che passeggiando per strada avevano l'opportunità di fermarsi a mangiare un panino con una spesa contenuta, alla portata di tutti.

Il potenziale era alto, e l'Italia aveva un'arma in più, la qualità degli ingredienti.

I primi a fiutare il businees furono quelli di Sme, già leader nel mercato degli alimenti con la catena dei supermercati GS.

L'idea era tanto semplice quanto ingegnosa, panini con hamburger accompagnati da patatine e coca cola, pochi ed altrettanto semplici gli altri alimenti del menù.

Era il 1981 ed in Piazza San Babila nasceva il primo burghy, a cui seguiranno altri cinque ristoranti sempre a Milano.

L'idea era vincente ma andava coltivata e la direzione di Sme non riusciva a seguire le evoluzioni di mercato. Fu così che dopo solo quattro anni svendette il marchio, in perdita, sul mercato.

La svolta

La catena suscitò curiosità in una società modenese specializzata nella produzione e distribuzione di carni bovine, il gruppo Cremonini.

In quegli anni Cremonini stava ampliandosi entrando nel campo della ristorazione, a Milano aveva già acquisito Sofile e sul lungo mare di Rimini nasceva il fast food Italy & Italy. Nel 1985 finalizzò l'acquisizione di Burghy e in provincia di Varese, a Castelletto Ticino, nacque il primo fast food drive in Italia.
Il potenziale non si discutevae le idee evano all'avanguardia ma per qualche motivo le entrate non decollavano anzi il gruppo continuava a perdere.
Nel 1988 però accade qualcosa, rientrava dall'America, fresco di laurea alla Boston University, il rampollo della famiglia Cremonini, il venticinquenne Vincenzo.

Gli venne assegnato il compito di gestire la catena milanese Burghy ed il Gruppo decise di investire nel settore acquisendo Quick e Burger One.

Il segreto di un successo storico

Nel 1989 Burghy, Italy & Italy, Quick e Burger One erano ormai tutte proprietà del gruppo Cremonini. A poco a poco aveva conquistato l'egemonia nella ristorazione e del fast food Italiano.

Decise così, per una migliore e più snella gestione della catena, di raggruppare tutto sotto il brand Burghy.

Le grandi catene straniere per entrare nel mercato italiano dovevano fare i conti con Burghy e l'unica soluzione possibile era l'acquisizione.

L'avvento delle Multinazionali

Dopo soli 11 anni la catena, sotto la proprietà della Foodservice System Italia S.p.a., contava 96 locali e fatturava 220 miliardi ogni anno.

Si fece avanti allora Mc Donald e Cremonini ebbe l'ennesima intuizione vincente.

Il colosso americano nel 1996 offrì loro 200 miliardi per l'acquisizione ed il gruppo si mostrò favorevole, gli americani vollero una garanzia di non concorrenza e Cremonini ottenne l'esclusività nella fornitura delle carni per i successivi cinque anni. Cremonini dichiarerà: "Quella cessione è stata una fortuna per chi ha comprato come lo è stata per chi ha venduto".

Fin così la storia di un marchio glorioso che lasciò da vincente la scena del fast food in Italia.

4. lug, 2018

…Ci vuole poco per realizzare tanto…

Sono tanti i casi della vita che portano ad intraprendere scelte sbagliate.

Faccio un passo indietro.

In Italia, le piccole attività, nascono in due modi:

1)         Ereditate dai genitori

2)         Un dipendente che decide di mettersi in proprio

In entrambi i casi si hanno delle paure nascoste, si è consapevoli di partire col ritmo sbagliato ma si è anche speranzosi di poter in qualche modo aggiustare il tiro.

Mettere in piedi un’attività, qualunque essa sia, può rivelarsi molto più difficile di quanto progettato su carta, se non si hanno i mezzi e le conoscenze adatte ma, soprattutto, se non si è affiancati sin dall’inizio dai giusti compagni di viaggio.

E non sarà colpa della crisi o del governo se le cose andranno male, ma solo della testardaggine di proseguire un’impresa nonostante si sia consapevoli dei propri limiti.

Si è nella piena presunzione di saper far meglio e più degli altri.

Si ignora volutamente che c’è gente che si adopera quotidianamente per risolvere dubbi e problemi e che è in grado di poter escogitare le giuste soluzioni, indicando il modo corretto di vedere le cose. Questo non perché sia dotata di illuminazione divina, ma semplicemente perché il suo lavoro è lo studio e l’analisi di quanto, nella gestione affannata di un negozio, potrebbe sfuggire.

Ti sei mai chiesto perché le formule di franchising statisticamente sono quelle che garantiscono margini di successo maggiori?

Il successo di queste catene è fatto di esperti che lavorano dietro le quinte, che sono costantemente impegnati nel capire come il prodotto proposto stia andando, indirizzando le future azioni di marketing aziendali sulla logica che predomina qualsiasi scelta: il mercato.

Caro amico, a questo punto la curiosità di proseguire darà senso a comprendere che ci sono leggi in economia dalle quali non ci si può esimere quando si decide di avviare un commercio.

Tutto ciò che si pensa di fare se non lo si fa prima  della concorrenza sarà inutile, perché qualcuno ci avrà pensato prima e tu ancora ti starai chiedendoti come mai è andata male!

Essere bravi con le mani non basta più!

Cosa consente di distinguersi dalla massa?

Bisogna cercare, studiare, ed evolversi in termini di marketing strategico perché solo affiancandoti alla guida da chi conosce il sentiero arriverai in cima alla montagna.

Arrivare in cima sarà difficile, nessuno ti dovrà mai promettere cose facili altrimenti è l’ennesima fregatura all’italiana.

 

La storia di Giovanni il “pizzicarolo”

Un piccolo aneddoto per chi quelli errori sopra li ha fatti tutti!

E non per scarsa cultura o esperienza nel settore, ma semplicemente perché, spesso, non ci si rende conto che un’attività commerciale non può esulare da quanto accade intorno.

Giovanni aveva un’attività di commercio di prodotti alimentari (a Roma si chiama il pizzicarolo) andava discretamente, nell’ottica di quel poco che basta per portare a casa il giusto compenso, però senza che riuscisse ad ottemperare agli impegni di marito e padre di famiglia, poiché rinchiuso nella sua bottega ogni santo giorno.

Primo errore: lavorare 14 ore al giorno non da imprenditore ma da ragazzo di bottega, salumiere, facchino, e tuttofare.

Decise dunque di allargare i suoi orizzonti arricchendo l’offerta con un banco di macelleria, certo che i clienti fidelizzati avrebbero gradito la scelta di dare loro un qualcosa in più.

Secondo errore: non averne parlato con loro per capire se effettivamente l’idea fosse gradita!

Nonostante l’impegno nel reperire prodotti a prezzi stracciati per abbattere la vicina concorrenza, la merce sostava più nei banchi frigo che nelle poche shopper che uscivano dal negozio.

A lungo andare, in un ammasso di prodotti invenduti, fu costretto ad abbassare ulteriormente i prezzi per cercare di recuperare qualcosa.

Tutto perché non aveva considerato la regola fondamentale del business:

Devi impostare la tua attività guardando la concorrenza non il prodotto che vendi!

http://www.100metriquadrati.it/434841640/5445702/posting/l-analisi-della-concorrenza-%C3%A8-pi%C3%B9-importante-del-cliente

 Terzo errore: non aver osservato i competitors, specializzati in diversi prodotti di altissima qualità.

Dare l’impressione ai propri clienti di ricercare avidamente il guadagno, senza tener conto dei loro gusti, delle loro preferenze, non è sinonimo di professionalità o impegno ma solo l’anticamera del fallimento.

Concludendo la vicenda, realmente accaduta, nel giro di pochi mesi la sua attività, sudata con sacrifici personali e familiari, era in ginocchio.

Dopo avere dato fondo a tutte le sue disponibilità, sia monetarie che mentali, per potersi rialzare, Giovanni il pizzicarolo lesse un piccolo trafiletto pubblicitario che scorreva sui social.

http://www.cieffeconsulting.com/progetto-100-metri-quadrati/

 Scettico, l’imprenditore chiamò e raccontò la sua triste vicenda, comune a tanti, e i consulenti gli elencarono esattamente i suoi tre principali errori.

Il lavoro di vendita è molto complesso poiché alla base e ancor prima di prender forma, necessita di ricerche e studi del comparto commerciale in cui si andrà a collocare il marketing strategico e l'advertising (pubblicità) come supporti costanti all’attività.

I benefici in questo modo saranno riscontrabili già nel breve periodo.

E perché dunque questa filosofia/verità non dovrebbero interessare anche attività nostrane come macellerie e salumerie?

Perché non consentire da subito a imprenditori, come quello della storia descritta, di evitare gli errori commessi o già in fase embrionale, supportando scelte, strategie di vendita e tecniche di fidelizzazione dei clienti?

Chiunque abbia provato la formula "100metriquadrati" eleggendola a punto di inizio della propria azienda, può testimoniare di aver ottenuto un piano di consulenza aziendale globale, cucito su misura sulle proprie esigenze.

"100metriqaudrati" consentirà di realizzare il sogno di avere una macelleria o una salumeria riconosciuta nel territorio, poiché ha come obiettivo l’immediatezza dei guadagni per i propri clienti.

Evitare un trascorso come quello dell’imprenditore di cui si è fatta menzione si può, i risultati hanno dato ragione a chi ci ha creduto davvero, "100metriquadrati" è la risposta per incamminarsi verso la serenità!

Lascia qui la tua e-mail!

9. giu, 2018

Meglio essere primi che meglio degli altri.

(Al Ries , Jack Trout)

 

Molti pensano che la questione fondamentale è convincere gli altri che siano loro ad offrire il prodotto o servizio migliore.

Falso, se hai una piccola fetta di mercato e pensi di battere i tuoi migliori concorrenti con questa strategia stai sbagliando.

Non per mancanza di competenze ma perché essere primi, nella mente del consumatore, è la strategia di marketing più potente al mondo.

Si chiama POSIZIONAMENTO.

Ecco perché nella tua citta o paese c’è:

- una pasticceria dove c’è sempre la fila

- il ristorante dove devi prenotare in largo anticipo

- l’avvocato con le tariffe più alte e difficile da contattare

Marco de Veglia nel suo blog scrive…

  • il medico che chiede qualsiasi cifra e ti fa il favore di incontrarti
  • il prodotto che fa bivaccare nella notte fuori dal negozio per averlo
  • la stazione sciistica che ha i prezzi doppi dell’altro paese a 10 minuti di macchina
  • il formatore che chiede 100 volte il prezzo dei suoi concorrenti e riempie gli stadi
  • il salumiere che fa pagare il 40% in più sul prosciutto perché è di “prima qualità”
  • la stazione radio “giusta” che ottiene il 90% della pubblicità ecc, ecc…

 Non è qualcosa di naturale: tutte le attività sono partite da zero e hanno creato questo enorme vantaggio competitivo, con la costruzione e la gestione di un Posizionamento efficace. Ovvero: hanno conquistato nella mente dei clienti una posizione unica e anche la più desiderabile. Ed è una cosa che puoi fare anche tu per il tuo business. Non ha importanza il mercato in cui operi: il posizionamento funziona sempre.

 Capiamo allora come funziona e perché:

La nostra mente è assalita quotidianamente da un' infinità di informazioni e negli ultimi anni la problematica è aumentata sempre di più.

Internet, televisioni e giornali sono ormai così congestionati che quello che recepiamo è solo una piccola parte di ciò che realmente viene comunicato.

Il nostro cervello nasce per far risparmiare energia al corpo, è come si ci dicesse:

Caro amico, visto che non voglio impazzire, per ogni prodotto o categoria te ne faccio ricordare solo i primi 2."

Ecco perché, se ti chiedessi di indicarmi al volo 2 bibite a base di cola sicuramente le prime 2 che ti verrebbero in mente sono Pepsi e Coca Cola.

Se ti dicessi di indicarmi 2 super car italiane, la risposta sarebbe sempre Ferrari e Lamborghini.

Se ti chiedessi di dirmi 2 marche di smartphone, il tuo cervello ti riporterebbe subito ad Apple e Samsung.

Il leader (coca cola) ed il Co-leader (pepsi) si spartiscono fino al 80% del mercato il 20% rimanente lo dividono tutte le innumerevoli aziende fac- simile.

Adesso facciamo un esercizio e riportiamo questa “americanata” nel nostro piccolo mondo.

Categoria pasticcerie:

Dimmi quante ne conosci, nel tuo paese o quartiere, che lavorano tanto.   

Te ne vengono in mente per caso 2?

Categoria pizzerie:

Indicami quante ne conosci nel tuo paese o quartiere.

Adesso dimmi quanti nomi ti vengono in mente della Nazionale italiana Macellai.

La mia risposta sarebbe: Ale Elaloui e Francesco Camassa.

Senza nulla togliere agli altri componenti, loro si sono posizionati per primi nella mia mente.

Tutta la nazionale è composta da Francesco Camassa, Mara Labella,  Davide Cecconi, Roberto Passaretta, Andrea  Laganga, Gianni Giardina,  Federico Dal Lago e Ale Elaloui ma la nostra mente ne ricorda 2.

Devi analizzare la tua concorrenza e capire come sei posizionato nella mente dei tuoi clienti nella tua determinata zona o paese.

Se non ti piazzi nelle prime 2 postazioni hai un serio problema e verrai sempre scelto per il principio di prossimità (sei il più vicino) oppure perché hai i prezzi più bassi.

Devi costruire il tuo posizionamento e prenderti una fetta di mercato che i tuoi concorrenti non occupano.

COME TROVARE UN POSIZIONAMENTO UNICO?

Dopo aver studiato tutti i concorrenti e capito i loro punti di forza/debolezza, devi trovare il tuo posizionamento.

Per posizionamento si intende la tua "idea differenziante", qualcosa che ti renda unico e diverso da tutte le altre attività. Qualcosa che ti faccia diventare la scelta preferita di tanti clienti locali.

Esempio: la macelleria specializzata in carne allevata al pascolo.

Se costruisci correttamente il tuo Posizionamento - puoi chiamarlo anche SPECIALIZZAZIONE -  diventi il leader, l’azienda preferita e la prima da cui si decide di acquistare, nel tuo mercato, per quel determinato prodotto o servizio.

Per i leader di un mercato tutto è molto più facile: possono avere prezzi più alti, vengono cercati dai clienti e possono decidere quanto e quando vendere. (M. De Veglia)

Sei un salumiere oppure un macellaio? La sola cosa da fare è specializzarti e posizionarti nella mente del consumatore al primo posto.

 La nostra SPECIALIZZAZIONE

Siamo l'unica azienda di consulenza nel settore macelleria/salumeria per attività di piccole metrature (100metriquadrati)

Lascia un commento qui in basso e riceverai questo articolo in modo ancora più dettagliato.

8. giu, 2018

In Italia chiudono due aziende ogni ora.

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-01-23/in-italia-chiudono-due-imprese-ogni-ora-cinque-anni-perse-60mila-aziende-174528.shtml?uuid=ABjyzjr

Il nostro settore è stato messo in difficoltà dalle mode vegane, l'aperture senza regole dei supermercati e dai giornali che, con allarmi e notizie false, hanno peggiorato le cose.

Poi si sono verificate chiusure per mancanza di autocontrollo finanziario.

Ti spiego allora la regola di Paperon De Paperoni.

DOMANDA :

Dove sono i tuoi soldi ?

Prima di spiegarti i segreti per far aumentare gli incassi, mettiamo altre fondamenta.

Prima di tutto devi diventare come Paperone, non avaro con i nipoti ma parsimonioso.

Lo so che non vedi l'ora di farti la Mercedes e dimostrare a tutti che sei arrivato in alto e che hai migliorato la tua posizione sociale rispetto a quando eri un dipendente.

NON FARLO, non farti prendere dalla frenesia appena inizi a guadaganre.

All'inizio devi abbassare la testa e lavorare senza pensare a spendere i tuoi soldi, tra cinque anni farai la tua migliore vacanza e potrai comprare la macchina che preferisci.

Adesso devi avere liquidità per investire e abbattere la concorrenza.

Solo nel momento in cui i tuoi concorrenti non avranno più la forza economica per starti dietro, potrai lasciarli alle tue spalle ed essere il primo.

Fino a quel momento dobbiamo sapere che la liquidità è la nostra linfa vitale.

Devi investire in marketing e formazione, solo così potrai vincere.

Cominciamo dal punto uno:

1) Il tuo negozio non deve infondere mai una sensazione di caos e disorganizzazione. Non deve assomigliare ad un bazar egiziano o ad un emporio del Far West dove vendi un po' di tutto.

Se infatti il tuo negozio è avvolto nella confusione qualcosa non va nella tua focalizzazione. Devi avere una specializzazione ben precisa. Se non ti concentri su un prodotto particolare non sei riconosciuto per alcun motivo, diventi un generalista e di conseguenza affondi nella guerra dei prezzi (più bassi).

 2) Elimina tutti i prodotti di bassa rotazione. Ad esempio, se hai un articolo che vendi poco, devi rimuoverlo e rientrare dei tuoi soldi. Non lasciare soldi fermi. Il denaro ti serve in banca  da sfruttare nel migliore dei modi. Se hai il conto asciutto e il negozio pieno di merce inutile, non va bene: svuota un po' il magazzino. Fai una selezione settimanale. Se un prodotto non viene venduto svendilo, usalo per fare una promozione per fare entrare nuovi clienti

Riduci la giacenza di magazzino!

Focalizzati su prodotti di eccellenza e crea prodotti a marchio, rimuovi il superfluo ed inserisci prodotti che i tuoi concorrenti non hanno.

3) Effettua inventari settimanali dei banchi e mensili dello scatolame, calcolando il margine totale in entrambi i casi. Quindi analizza qual è il tuo margine, solo così puoi sapere fin dove puoi spingerti per creare un' offerta per acquisire nuovi clienti senza fare bagni di sangue. Capire realmente se il tuo negozio ti fa guadagnare o meno è veramente la base. Il focus è guadagnare a tutti i costi. Devi avere un negozio con dei margini reali e non che faccia solamente un giro di soldi inutili. Lavorare costantemente con il giusto margine è ciò che ti serve per farti avere un conto in banca più lauto e soddisfacente.

Ma realmente sai cosa è il margine e come si calcola?

 MARGINE LORDO

Il margine lordo è rappresentato dal rapporto tra l'utile lordo ed il valore netto delle vendite.

Per una corretta gestione aziendale è consigliabile calcolare il margine lordo con cadenza mensile, trimestrale, semestrale ed annuale (fai inventari mensili del fresco).

Sei in grado di calcolare il margine?

Scrivi a 100metriquadrati@gmail.com e ti invieremo gratuitamente il file gia pronto.

In questo modo potrai confrontare il rendimento della tua attività nei vari periodi analizzati.

Spendi solo il necessario per vivere.

Non lasciare soldi fermi in negozio.

Controlla i tuoi margini.

Metti queste fondamenta alla tua attività.