13. set, 2018

leader e co-leader

leader e co-leader

Ti sei mai chiesto chi è il leader nel mercato italiano della pasta e quali sono i co-leader?

 E chi domina il mercato dell’olio extravergine?

 E se la competizione nel comparto della maionese è alta o meno?

 E quali sono gli operatori principali nel vino da tavola in brick?

 E come è strutturato il settore degli yogurt in Italia?

 E quale tonno in scatola preferiscono gli italiani?

In questo articolo cerchiamo di dare una risposta a tutti questi quesiti, indicando i leader e i co-leader di settore. Vi accorgerete che per essere scelti non bisogna avere necessariamente la qualità migliore oppure il prezzo più basso.

Digitando la parola qualità su google ho trovato:

“ La qualità del prodotto è la capacità del prodotto di soddisfare le attese del consumatore.

 Il concetto di qualità è composto sia da elementi oggettivi (es. caratteristiche dei materiali) e sia da elementi soggettivi (es. percezione del consumatore).

Pur essendo entrambi importanti, l'elemento soggettivo è preponderante per la definizione di qualità del prodotto dal punto di vista economico/marketing. Ad esempio, un prodotto realizzato con materiali di scarsa qualità oggettiva può essere percepito di buona qualità da parte dei consumatori.

 Le ragioni possono essere molteplici: asimmetria informativa, forza della marca, pubblicità, ecc.

 La qualità del prodotto coinvolge la strategia marketing dell'impresa nella fase di progettazione, di produzione e di comunicazione del prodotto in ogni fase del ciclo del prodotto. 

 https://www.okpedia.it/qualita_prodotto

Quindi non necessariamente il prodotto di prima qualità è il prodotto che vince su tutti, vince quello che ha attuato la migliore strategia.

Iniziamo ad analizzare singolarmente alcuni prodotti di uso comune.

Pasta:

Il mercato italiano della pasta ha davvero una struttura unica.

L’Italia, infatti, si colloca al primo posto come produttore della materia prima, come export e come qualità del prodotto.

Il merito? In gran parte spetta al grano duro nostrano.

Leader del mercato nostrano è Barilla, multinazionale di Parma attiva dal 1877 nel settore alimentare (pasta, sughi pronti, farina e prodotti da forno). Il suo vantaggio competitivo è dovuto dalla capillarità della distribuzione. Con un fatturato pari a 3,382 miliardi di euro ed utili che ammontano a 241 milioni di euro, l’azienda si dimostra anno dopo anno in costante crescita.

Medaglia d’argento per De Cecco, azienda di Fara San Martino (Chieti). Il suo core business è rappresentato dalla produzione di paste alimentari secche. Tra i suoi prodotti ci sono l’olio extra vergine e i sughi derivati dal pomodoro. Il suo fatturato è pari a 436 milioni di euro e i suoi utili corrispondono a 50 milioni di euro.

Al terzo posto si colloca Voiello, azienda storica la cui fondazione risale al 1879. A seguito della cessazione della società, Barilla ne ha rilevato il marchio dal 1973, collocandone gli stabilimenti produttivi a Marcianise. Finisce fuori dal podio Garofalo.

Olio extravergine di oliva

Un prodotto particolarmente apprezzato dagli italiani. In media, per una bottiglia si spende sino a 6,2 euro. Il mercato nazionale risulta estremamente frammentato, dato che vi sono sul territorio più di 825.000 aziende olivicole.

Bertolli si conferma da anni come il marchio di olio d’oliva più venduto al mondo. L’azienda fondata a Lucca nel 1865, facente parte del gruppo spagnolo Deoleo S.A., è stata in grado di assicurare un’eccellente qualità di prodotto, trasferendo tutto il know how artigianale, patrimonio tipico della produzione olearia nazionale, a livello industriale. La sua quota di mercato è pari al 10,5% e il suo fatturato ammonta a 750 milioni di euro.

Anche Carapelli, azienda di Montevarchi appartenente allo stesso gruppo spagnolo di Bertolli, vanta un ruolo importante sul mercato dell’olio extravergine: 490 milioni di euro di fatturato e quota di mercato pari all’8,3%.

Altro competitor è Sasso, sempre facente parte di Doleo S.A. Fra i co-leader di settore vi sono Monini S.p.A. , azienda di Spoleto che vanta un fatturato di 151 milioni di euro.

Bene anche l’olio Pietro Coricelli, altra azienda di Spoleto, con fatturato pari a 131 milioni di euro.

Maionese

In Italia, i consumi delle salse ed in particolar modo della maionese non si sono mai arrestati. Venduta tendenzialmente nel Nord-Ovest piuttosto che in altre regioni, in genere il prodotto tira sul mercato.
A parte i colossi come Kraft Foods (18,22 miliardi di dollari di fatturato) e Unilever (62,62 miliardi di dollari di fatturato) che dominano in maniera incontrastata il mercato con prodotti di punta del calibro di Calvé e Kraft.

Formec Biffi S.p.A, storica azienda del lodigiano, vanta un ruolo di cruciale importanza nel settore. Oltre a varie versioni classiche, vi è anche quella vegetariana fatta senza glutine e senza uova. Il suo fatturato supera gli 87 milioni di euro (valore esteso anche ad altri prodotti alimentari). Il resto del mercato se lo contendono le private lebel.

Vino Brik

La concorrenza del settore in Italia non è eccessiva.

Questo fa sì che il mercato se lo contendano 2 operatori.

Medaglia d’oro per Caviro (tavernello)con quota di mercato attorno al 50% e fatturato di 304 milioni di euro.

Subito dopo viene Cevico (san crispino e ronco)10% di quota di mercato e 147 milioni di euro di fatturato.

Ruolo determinante, infine, spetta alle private lebel, molte delle quali prodotte proprio da Caviro e Cevico.

Yogurt

Il mercato nostrano risulta particolarmente concentrato, dato che le prime 3 aziende di settore ottengono quasi il 55% di quote di mercato. Tuttavia, una posizione rilevante la giocano anche gli operatori locali, come ad esempio le centrali del latte, che approfittando di tutta una serie di vantaggi logistici, riescono a produrre notevoli quantità in termini di consumi locali.

Danone S.p.A., Granarolo S.p.A. e Molkerei Alois Müller Gmbh hanno quote di mercato di poco superiori al 25%, 17% e 12%. I fatturati, naturalmente dovuti anche ad altri business alimentari, ammontano rispettivamente a 21 miliardi di euro, 1,27 miliardi di euro e 6 miliardi di euro.

Tonno in scatola

Un mercato senza crisi, quello italiano. Il giro d’affari corrisponde a 1,2 miliardi di euro. Rio Mare, appartenente al gruppo Bolton, si conferma leader di mercato. Il suo fatturato, dovuto naturalmente anche ad altri prodotti in ambito alimentare è pari ad 1,96 miliardi di euro.

Seguono Mare Blu, di proprietà di Thai Union Frozen Products, colosso ittico da quasi 3 miliardi di euro e 80 milioni di euro di utili.

Sul podio anche Nostromo, sempre di proprietà di Bolton Group. As do Mar e Calippo concludono la top 5.

Ribadisco dunque che“ La qualità del prodotto è la capacità del prodotto di soddisfare le attese del consumatore.

Tropeano Giuseppe